Brutalità poliziesca, razzismo istituzionale e #Justice4Belly

Il Regno Unito ha visto, nel corso della scorsa settimana, la pubblicazione di due rapporti destinati a far discutere a lungo, specialmente nel secondo caso.

  • Il primo rapporto è stato pubblicato Martedì 30 Marzo dall’ HMICRFS, l’ ispettorato britannico per la promozione e il miglioramento dei servizi di polizia, vigili del fuoco e soccorso e ha sostanzialmente assolto la condotta della polizia durante la veglia del 13 Marzo a Clapham Common, nel sud di Londra, in memoria di Sarah Everard, la 33enne direttrice di marketing rapita e uccisa dal poliziotto Wayne Couzens il 3 Marzo.

    L’ atteggiamento della polizia che abbiamo visto riportare da diversi media cozza fortemente con il rapporto dell’ HMICFRS evidenziando un problema significativo; un rifiuto nel condannare atti di brutalità da parte della polizia, un rifiuto problematico mentre le proteste contro il Policing Bill continuano, a Bristol e in tutto il Paese, al pari delle denunce dei manifestanti contro la polizia.

    Il dibattito tuttavia non è destinato a fermarsi e al centro di questo si colloca chiaramente Cressida Dick, la prima Commissaria a capo della Metropolitan Police. Dick ha difeso tra l’ altro anche le misure di stop and search, misure che hanno un grave impatto sulle minoranze afro-britanniche in particolare e che si inseriscono pienamente nel segno del razzismo istituzionale.

    La corrispondente sulle tematiche razziali per l’ Independent, Nadine White, ha sottolineato in un editoriale come il dibattito sulla risposta della polizia durante la veglia per Sarah Everard non rappresenti nulla di nuovo dalla prospettiva delle minoranze britanniche, in particolare per gli afro-britannici che sono abituati a atteggiamenti ostili da parte delle forze dell’ordine nel corso di manifestazioni.

  • Il secondo rapporto invece è il risultato del lavoro della Commission on Race and Ethnic Disparities, una commissione promossa dal governo di Boris Johnson e presieduta dal Dr. Tony Sewell, Amministratore capo di Generating Genius, una organizzazione focalizzata nel promuovere e supportare gli studi nei settori della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica per studenti parte delle minoranze.

    La sintesi del rapporto della Commissione presenta un quadro del Regno Unito nel quale il sistema non è apertamente “truccato” a svantaggio delle minoranze, oltre a mettere in dubbio l’ esistenza stessa del razzismo istituzionale nel Paese.

    Tra i vari aspetti del rapporto, uno dei più esecrabili riguarda l’ insegnamento del passato coloniale britannico e della Tratta Atlantica. Una sezione del rapporto indica che le scuole britanniche dovrebbero superare l’ insegnamento della storia della schiavitù nelle colonie caraibiche come una storia di solo profitto e sofferenza, focalizzandosi sulle trasformazioni delle popolazioni africane in una “rimodellata identità Afro-Britannica”. Questa sezione del rapporto è stata criticata non solo da attivisti, ma anche dal think-tank Runnymede Trust e dalla opposizione del Labour.

    L’ uscita del rapporto è caduta quasi in parallelo con l’ inizio del processo negli Stati Uniti a Derek Chauvin per l’ assassinio di George Floyd; è importante ricordare come la Commissione venne istituita dal Governo conservatore in risposta alle proteste di Black Lives Matter, manifestazioni che nel Regno Unito, come nel resto d’ Europa non hanno solo solidarizzato con gli Afroamericani ma hanno rappresentato un megafono per gli Afroeuropei (per usare l’accezione al centro del libro di Johny Pitts, Afropean, tradotto in Italia da EDT) al fine di denunciare il colonialismo di ieri e il razzismo persistente di oggi nella società del Vecchio Continente.

    Lo storico David Olusoga ha scritto, in un editoriale sul Guardian che, al di là della diversità nella composizione della Commissione ( un aspetto rivendicato con forza dal governo) non è emersa tra questi una diversità di opinione. La Baronessa Doreen Lawrence, madre di Stephen Lawrence, uno studente assassinato a Londra nel 1993 in un attacco razzista all’ età di 19 anni, ha denunciato come il risultato del rapporto dia il via libera ai razzisti riportando la lotta antirazzista indietro di vent’ anni o più. Nella conclusione del suo editoriale Olusoga osserva poi che, da un’ altra prospettiva l’ esito della ricerca potrà invece rappresentare un’ arma importante per il governo Johnson nelle sue costanti guerre culturali.

Il 5 Aprile è caduto il primo anniversario della morte di Belly Mujinga, la 47enne dipendente di Govia Thameslink Railway deceduta dopo aver contrattato il coronavirus. Mujinga era nata a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo e lavorava alla stazione di Victoria, a Londra. Mujinga era stata contagiata sul luogo di lavoro, dopo che un cliente delle ferrovie le aveva sputato in faccia. A tutt’oggi, la polizia ferroviaria non ha ancora rivelato il nome del sospetto, mentre la giornalista della BBC Rianna Croxford ha investigato la morte di Mujinga per il programma Panorama. Il nome di Mujinga è stato al centro delle proteste britanniche di Black Lives Matter, divenendone uno dei volti, accompagnato dall’ hashtag #Justice4Belly.

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